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Schedule padding: l’illusione di arrivare in orario

Lo schedule padding, nel settore dei trasporti, potrebbe essere definito il “doping” per migliorare le performance sulla puntualità delle Compagnie aeree.

 

La matematica non è un’opinione e le statistiche parlano chiaro: i voli sono decisamente più puntuali rispetto al passato.

 

La matematica non sarà un’opinione, ma nemmeno la logica lo è: i voli impiegano più tempo rispetto al passato per percorrere le stesse tratte!

 

Questo singolare fenomeno si chiama “schedule padding”, programmazione imbottita, ed è un escamotage utilizzato dalle Compagnie aeree per non far risultare i propri voli in ritardo, donando in alcuni casi persino l’illusione di essere arrivati in anticipo!

COS’È LA TECNICA DELLO SCHEDULE PADDING?

Lo schedule padding è una tecnica adottata dalle Compagnie aeree per allungare i tempi del volo, evitando così di incorrere in obblighi di rimborsi e risarcimenti per ritardi aerei.

Ovviamente, nessuna Compagnia ammette di “imbottire” gli orari delle proprie tratte, ma è un po’ come negare l’evidenza.

La durata di diversi voli è aumentata con il trascorrere degli anni.

Per esempio, nel 1996 per effettuare la tratta Madrid-Barcellona si impiegavano 55 minuti, oggi ci vogliono 1 ora e 35 minuti! Quaranta minuti in più per percorrere la stessa distanza, nonostante i miglioramenti tecnologici e aerei sempre più veloci.

Lo schedule padding, al pari di un trucco di magia, crea nei passeggeri soltanto l’illusione di essere arrivati in orario, se non addirittura in anticipo.

In realtà il viaggio dura di più rispetto al passato.

La durata del volo in sé è identica, ciò che aumenta sono i tempi di permanenza dell’aereo sulla pista prima del decollo o dopo l’atterraggio, il cosiddetto rullaggio.


PERCHÉ LO SCHEDULE PADDING?

Le cause dell’allungamento dei tempi, secondo le Compagnie aeree, sono da rintracciare nell’aumento esorbitante del numero di passeggeri aerei che ha condotto a una crescita esponenziale dei voli.

Questi fenomeni hanno come naturale conseguenza il maggior traffico aereo che intasa le piste degli aeroporti.

Qualche Vettore dichiara che ha dilatato i tempi perché i loro aerei, per inquinare meno, si muovono più lentamente.

Questa spiegazione non trova però riscontro nei dati di percorrenza effettiva delle tratte, che è rimasta pressoché invariata.

A pensar male si fa peccato ma si indovina”! Le Compagnie aeree, che hanno l’obbligo di dichiarare i motivi dei ritardi aerei superiori ai 15 minuti, si garantiscono un buon margine per accumulare ritardi, senza rischiare pretese di risarcimento o sanzioni.

I DATI EFFETTIVI DEI RITARDI AEREI

Come ogni trucco, anche lo schedule padding mostra alla fine l’effimera essenza dell’illusione!

“Gonfiando” i tempi di volo, aumentano le probabilità di arrivare in anticipo rispetto alla tabella di marcia dichiarata. In questo modo si innesca, però, una contorto meccanismo, per il  quale l’atterraggio in anticipo può causare ritardi ad altri voli.

A ben guardare, non sono di certo diminuiti i disagi per i passeggeri, né i ritardi aerei, nonostante l’aumento formale degli indici di puntualità delle Compagnie aeree.

Secondo i dati forniti da Eurocontrol, l’organizzazione intergovernativa che affianca le autorità nazionali dell’aviazione civile di 41 stati europei per la gestione e il monitoraggio del traffico aereo, la puntualità delle compagnie aeree è peggiorata nel 2018, con il 75,8% degli arrivi puntuale rispetto al 79,7% nel 2017.

Di maydayvoli.com

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