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Ordinanza contro Ryanair: vince la tutela dei diritti del passeggero!

I soggetti in questa storia sono una coppia italiana e la Compagnia low cost Ryanair. Il motivo del contendere un volo cancellato e la relativa richiesta di risarcimento davanti a un giudice di pace.

 

Una storia come tante se non fosse che, nel tentativo di disincentivare le richieste risarcitorie, Ryanair abbia obiettato sulla competenza del giudice di pace italiano a pronunciarsi sulla questione.

 

Una storia che, in questo caso, si conclude con un finale favorevole ai due passeggeri e ai futuri viaggiatori che potrebbero incappare in una storia simile.

 

È stata appena pubblicata infatti la nuova ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che stabilisce in merito al risarcimento per volo cancellato di biglietti acquistati online in Italia, debba pronunciarsi il giudice italiano.

 

Esaminiamo nel dettaglio il caso nato dal ricorso dei due passeggeri contro Ryanair e le valutazioni che hanno condotto a questa decisione.

LA VICENDA CHE HA CONDOTTO AL RICORSO CONTRO RYANAIR

Due passeggeri residenti in Italia si rivolgono al giudice di pace per ottenere il risarcimento per i disagi vissuti a seguito della cancellazione del loro volo Ryanair da Barcellona a Napoli.

La coppia di viaggiatori chiedeva al giudice di pace che gli fossero riconosciuti:

  • La dovuta compensazione pecuniaria di 250€ ciascuno secondo quanto stabilito dal Regolamento Europeo 261/2004,
  • Il risarcimento per le spese affrontate a causa del volo cancellato, che comprendono il costo dei nuovi biglietti e le spese sostenute per il vitto e il pernottamento in hotel;
  • Il rimborso del costo dei biglietti per un volo mai decollato.

Ryanair, rifacendosi a una clausola contrattuale accettata dai due passeggeri al momento dell’acquisto, sostiene che ci sia un difetto di giurisdizione.

La clausola richiamata dalla Compagnia aerea, in effetti, prevede che in caso di controversia fra i contraenti, l’esclusività della competenza spetti al tribunale irlandese ossia del paese in cui ha sede legale Ryanair.

Nello specifico, la clausola, effettivamente accettata con una spunta al momento dell’acquisto del biglietto dalla coppia, recita che:

“Salvo quanto altrimenti stabilito dalla Convenzione o dalla legge applicabile, il vostro contratto di trasporto con noi, i presenti termini e condizioni di trasporto e il nostro regolamento saranno regolati e interpretati nel rispetto della legge irlandese, e qualunque controversia che dovesse insorgere da o in relazione a questo contratto sarà soggetta alla competenza esclusiva dei tribunali irlandesi”.


IL RICORSO CONTRO RYANAIR

I due passeggeri presentano ricorso avanzando una serie di motivazioni valide a giustificare la loro richiesta al Giudice italiano.

Innanzitutto, la clausola contrattuale sulla giurisdizione competente, che risulta obbligatoria per poter concludere l’acquisto del biglietto, è valida per i contratti di solo trasporto e non opera sui contratti di acquisto contestuale di volo e soggiorno.

Ciò produce una disparità di trattamento a sfavore dei primi, oltre a perseguire l’intento di disincentivare i clienti dall’affrontare azioni risarcitorie.

Inoltre, fanno notare che la condizione del contratto richiamata da Ryanair fa salvo quanto stabilito dalla Convenzione.

La convenzione a cui si fa riferimento è la Convenzione di Montreal, la quale, all’art. 33, prevede i criteri per individuare il giudice competente, mentre all’art. 49 stabilisce che sono nulle tutte le clausole contenute nei contratti di trasporto che contrastano con quanto previsto dalla Convenzione.

LE CONCLUSIONI E L’ORDINANZA CONTRO RYANAIR

Ryanair sostiene che la Convenzione di Montreal non possa essere la Normativa da applicare, in quanto quest’ultima al suo interno fa riferimento solo ai danni per il ritardo aereo e non a quelli derivanti dalla cancellazione del volo.

La sottile differenza fra difettosa esecuzione della prestazione e mancata esecuzione della prestazione stessa proposta da Ryanair non viene accolta dalle Sezioni Unite della Cassazione, che stabiliscono nell’Ordinanza che:

“poiché alla Convenzione di Montreal l’Italia (e anche l’Irlanda) ha aderito, è alla predetta convenzione che occorre far riferimento per individuare il giudice avente giurisdizione nel caso concreto.”

L’ordinanza si esprime dunque a favore dei due passeggeri e contro le tesi di Ryanair, affermando che un’interpretazione troppo riduttiva della Convenzione non sarebbe compatibile con la sua stessa ratio, legata fortemente alla tutela dei diritti dei passeggeri.

Leggi l’ordinanza

Di maydayvoli.com

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